Pulizia ordinaria e sanificazione in azienda: differenze, efficacia e ricerca dei droplet.

In questo particolare momento storico, si parla sempre più spesso di sanificazione degli ambienti per ripulirli dal Coronavirus, ma cosa vuol dire effettivamente sanificare? Partiamo dalla definizione riportata dalla vigente normativa.

Non possiamo che iniziare dalla Legge n. 82 del 25/gen/1994 [Disciplina delle attività di pulizia, di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione] e dal suo decreto di attuazione, il D.M. 07/lug/1997, n. 274 [Regolamento di attuazione degli articoli 1 e 4 della L. 25 gennaio 1994, n. 82, per la disciplina delle attività di pulizia, di disinfezione, di disinfestazione, di derattizzazione e di sanificazione].

Spesso i termini disinfezione, pulizia e sanificazione sono utilizzati in modo improprio, ma l’articolo 1 del DM 274/97 e la L. 82/94 danno chiare definizioni di tali attività:

a) sono attività di pulizia quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati e aree di pertinenza;

b) sono attività di disinfezione quelle che riguardano il complesso dei procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti confinati e aree di pertinenza mediante la distruzione o inattivazione di microrganismi patogeni;

c) sono attività di disinfestazione quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a distruggere piccoli animali, in particolare artropodi, sia perché parassiti, vettori o riserve di agenti infettivi, sia perché molesti e specie vegetali non desiderate. La disinfestazione può essere integrale se rivolta a tutte le specie infestanti ovvero mirata se rivolta a singola specie;

d) sono attività di derattizzazione quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni di disinfestazione atti a determinare o la distruzione completa oppure la riduzione del numero della popolazione dei ratti o dei topi al di sotto di una certa soglia;

e) sono attività di sanificazione quelle che riguardano il complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante l’attività di pulizia e/o di disinfezione e/o di disinfestazione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l’illuminazione e il rumore.

Quindi, la sanificazione è un’attività complessa che prevede sia la pulizia sia la disinfezione degli ambienti. E le aziende che si occupano di sanificazione devono rispettare quanto previsto dall’art. 2 del DM 247/97 per quanto riguardasia i requisiti di onorabilità e capacità economico-finanziaria e sia quelli di natura professionale e tecnico-organizzativi.

Analizzando i contenuti del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 24/apr/2020 [allegato 6 del DPCM 26/apr/2020], possiamo notare che, in diversi punti, sono riportate disposizioni sia per le “pulizie” sia per le “sanificazioni”; nella premessa si indica che:

siano incentivate le operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;

nel punto 4 “PULIZIA E SANIFICAZIONE IN AZIENDA” si riporta che:

  • l’azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago;
    • nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti, secondo le disposizioni della circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 del Ministero della Salute, nonché alla loro ventilazione;
    • occorre garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi

nel punto 7 “GESTIONE SPAZI COMUNI (MENSA, SPOGLIATOI, AREE FUMATORI, DISTRI-BUTORI DI BEVANDE E/O SNACK…)” si riporta che:

  • occorre provvedere all’organizzazione degli spazi e alla sanificazione degli spoglia-toi per lasciare nella disponibilità dei lavoratori luoghi per il deposito degli indumenti da lavoro e garantire loro idonee condizioni igieniche sanitarie;
    • occorre garantire la sanificazione periodica e la pulizia giornaliera, con appositi detergenti dei locali mensa, delle tastiere dei distributori di bevande e snack.

Nel protocollo non è specificato in dettaglio cosa si debba intendere operativamente per pulizie, operazioni di sanificazione o sanificazione periodica; sono indicate periodicità generiche (giornaliere e/o periodiche), lasciando libera scelta al Datore di Lavoro in relazione alla propria realtà lavorativa. È, invece, indicata una differenziazione tra la “pulizia e sanificazione ordinaria” rispetto alla condizione di un caso COVID-19 in azienda, dove è richiesto, come “pulizia e sanificazione straordinaria”, un intervento da svolgersi secondo le indicazioni della Circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020.

Tuttavia, al di là dei sofismi nell’interpretazione e nelle sottili differenze tra disinfezione e sanificazione, appare necessario che, al termine dell’intervento di pulizia/sanificazione di un ambiente, per liberarlo dalla presenza di agenti patogeni, non ultimo il Coronavirus, ci sia la verifica sul campo dell’efficienza dell’intervento eseguito. Questo riconoscimento serve a dare la certezza della validità di quanto fatto. In sintesi, nell’intervento di sanificazione e/o di pulizia di un ambiente occorre sia attenersi alle indicazioni del D.M. 274/97, sia verificare l’efficacia dell’intervento con un controllo eseguito da tecnici volto a misurare la carica batterica, la carica micotica e la presenza del virus.

Eco Consult è in grado di effettuare le analisi delle superfici trattate per la misura della carica batterica e micotica seguendo due protocolli diversi.

  1. La verifica può essere effettuata in tempo reale utilizzando il bioluminometro, strumento in grado di eseguire  analisi batteriologiche istantanee con specifici tamponi. Oppure possono essere utilizzati delle piastre a contatto per la verifica sia della carica batterica totale sia di quella micotica. I campioni cosi prelevati saranno successivamente inviati in laboratorio e analizzati. Questa tecnica può integrarsi con la precedente eseguendo dei controlli a random per verificare la qualità di risposta del bioluminometro oppure per sostituirlo integralmente.
  2. Inoltre, per una valutazione più completa è possibile, grazie a un’analisi specialistica,  rilevare la presenza del virus COVID-19 mediante l’uso di piastre a contatto. Senza un controllo, a opera di specialisti, sull’efficienza dei trattamenti di pulizia, disinfezione e/o sanificazione non si può avere un quadro preciso della situazione igienica dell’ambiente trattato.

Alla luce di tali considerazioni, è opportuno trattare con estrema cautela il tema in esame, al fine di evitare che una comunicazione incompleta o poco chiara possa amplificare il senso di insicurezza e paura già presente nelle persone, sia sul lavoro, che in altri ambiti in cui ci troviamo a contatto ogni giorno (casa, trasporti, etc).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...